Le Acrobazie di Tutti i Giorni. Forse.

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Blogger: elgatobo
Nome: Stefano El Gato
uno pieno di curiosità, un po' strano ma non più di tanto, poi le differenze contano, anzi sono tutto, ma fino ad un certo punto.

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martedì, 22 luglio 2008
Numero Settantasette

Si suppone che comprendere i testi delle canzoni sia un valore aggiunto, io ho imparato l'inglese per capire cosa diceva Bruce, ed in genere lo è. Talvolta però un discreto grado di incertezza può essere piacevole: dopo anni ieri ho cercato il testo di "Life on Mars" e non mi ha impressionato, forse ero poco psichedelicamente sintonizzato. L'inderteminazione può indubbiamente essere gradevole, e questo credo sia uno dei segreti della musica straniera, della pittura astratta e delle conoscenze via internet, tutte cose peraltro apprezzabili.
La presenza di un ampio margine per falsi riconoscimenti facilita la piacevolezza, se poi subentra la reciprocità rischia di scattare l'amore.
Quindi i grandi piaceri della vita in fondo sono soltanto dei malintesi?

Postato da: elgatobo a 08:15 | link | commenti (3)

giovedì, 10 luglio 2008
Numero Settantuno

Ma davvero ha un senso cercare il sottile piacere della prima boccata di birra ? A me pare più gratificante una mezza pinta fredda per poi ordinarne un'altra. Le piccole cose hanno davvero un valore o piuttosto vengono sopravvalutate dai mediocri per non disperarsi ?

I want it all and I want it now (Queen)

Ma se il divertimento non è esagerato è davvero tale ? E se il piacere non è eccessivo ? E cercare tutto questo è davvero pericoloso, o non è più pericoloso lasciarsi andare lentamente ad una confortevole deriva ?

It is better to burn out than to fade away (Neil Young)

Sono appena tornato da Parigi, per la prima volta non sono andato a salutare Jim al Perè Lachaise, ma l'ho comunque pensato. Ecco, la buona notizia è che non ci sono solo i noiosi o i morti: la mia affettuosa gratitudine a Vasco, Keith Richards, Tom Robbins, Fidel Castro e gli altri eroi resistenti.

Voglio una vecchiaia spericolata.

Postato da: elgatobo a 07:46 | link | commenti (3)

mercoledì, 11 giugno 2008
Numero Quarantacinque

Prendi una donna, trattala male ...
Un caposaldo della canzonetta italiana, ed un bel pezzo di filosofia da bar. Eggià perchè alla fine c'è la redenzione, il machismo viene condannato e resta un uomo ferito in cerca di romantica consolazione. Però, ferma restando l'idiozia del machismo, la canzone risulta ipocrita. Perchè invero chi ama disperatamente, ovvero non può fare a meno del soggetto (oggetto) amato, è in chiara inferiorità, rispetto a chi ama con moderazione.
Mi sorgono vari dubbi, un paio più impellenti:
- Si può amare con moderazione ?
- Si può trarre vantaggio dalla consepevolezza di una simile situazione?
A mio modo di vedere entrambe le risposte sono SI'

E pensare che era Ferradini, se stamattina ascoltavo DeAndrè chissà cosa postavo.

Postato da: elgatobo a 07:22 | link | commenti (8)

lunedì, 26 maggio 2008
Numero Trentanove

Ecco a volte siamo come le aragoste della vasca dell'ipercoop. Con le pinze legate in attesa di essere portati al gran finale in pentola. Forse ogni tanto ci vediamo anche riflessi nel vetro.

Se questo sembra triste aggiungo alcune note pessimiste:

1. Non "a volte siamo" ma "pressochè sempre"
2. Quando ci vediamo riflessi prontamente distogliamo lo sguardo.
3. Le aragoste potrebbero consolarsi al pensiero di dare una breve gioia al palato di un buongustaio, noi no.

Eppure a volte qualche aragosta sotto i baffi sorride.
Piutost che gninta l'è mej piutost

Postato da: elgatobo a 08:11 | link | commenti (5)

mercoledì, 30 aprile 2008
Numero Otto (VIII)

PerQuiniani è un termine introdotto alla fine del primo decennio. Pare risalga ad un blog che lanciò l'idea di postare messaggi clonati; da questo rapidamente si trasformò nella pratica di identificarsi profondamente con gli altri blogger riproducendo metodicamente lo stile altrui. Il passo verso la clonazione e la replica come stile di vita fu assai rapido e nacquero le prime comunità appunto di PerQuiniani, dove la assimilazione e copia degli altri fu assunta a regola di vita, dapprima solo sul web ma poi anche nella realtà. Ed eccoci alla attuale apoteosi della transitività dei comportamenti, alcune volte detta anche Zelighismo, dal noto film di W.Allen. Se il behaviourismo ci insegna che la modalità comportamentale è strettamente legata all'istinto come alla cognizione, la riproduzione del comportamento altrui ci consente non solo la fusione universale, già iconizzata dal buddismo, ma pure la molteplicità delle espressioni vitali, sfuggendo dunque alla mono-tonia dei primi millenni della storia umana. Probabilmente già il fiorire di travestitismo e secondlifismo del fine millennio preconizzavano l'avvento dei PerQuiniani, che al momento rappresentano la forma pià avanzata di rivoluzione morale ed etica, sostituendo al modello egocentrico la società dell'uno=molti.

Motto: IO SIAMO UNO NOI SONO TUTTI

Musica: Puddle of Mud - Psycho

Testi: La trinità come santificazione della schizofrenia - Sant'Agostino
Uno Nessuno e Centomila - Pirandello

Postato da: elgatobo a 09:46 | link | commenti (2)

giovedì, 17 aprile 2008
Numero Sessantuno

Il più caro dei miei amici
si è or ora separato:
non nascondo la mia gioia
di saperlo liberato.

Forse in parte in lui proietto
i miei istinti migratori;
forse solo porto il segno
de' tempi miei migliori.

Certo andarsene è drammatico,
fare strappo alla famiglia,
ma alle volte va seguita
quella luce che ci abbaglia.

Quella vera, ineluttabile,
chiara, forte, mai sopita
voglia d'alzar liberi la testa
e di vivere la vita.

Postato da: elgatobo a 16:34 | link | commenti (2)

mercoledì, 16 aprile 2008
Numero UnoDueTre

Vorrei condividere la gioia che danno i figli.
Ed in particolare il piacere di mettere a dormire la piccola. La mia bellissima principessa ha cinque anni, e prima di dormire si fa leggere un paio di libri e raccontare una storiella. Tiene con la mano la sua tartarughina, mi da un paio di bacetti, e spesso dopo i libri si sta già addormentando, ma io la storia gliela finisco lo stesso. E resta lì dolce e serena, con gli occhi chiusi, naso contro naso, russa anche un po'; e piacevolissima è la serenità che mi dona.

E tutto il resto è noiaaaaaaaa.

Postato da: elgatobo a 08:57 | link | commenti (2)

venerdì, 14 marzo 2008
Numero ZeroVirgolaCinque

Avvertire la risonanza. Trovare la comunicazione. Ecco lo scopo alla fine potrebbe essere questo, dei blog e della socializzazione. Che spazia dall'incontrare l'anima gemella ad avvertire l'affinità poetica, dal cercare qualcuno con le stesse perversioni al constatare l'identità di vedute politiche. Insomma trovare qualcuno, non restare soli, anzi forse più esattamente cercare il sacro graal, l'altra metà del cielo, la mezza mela. Favoriti dalla minima quantità di dati scambiabili via internet alimentare la speranza del riconoscimento, il grande sogno, ritrovare qualcuno che non osavamo neanche sperare che esistesse, a fatica magari lo ammettiamo a noi stessi. Ma c'è? Funziona?

O come dice Vasco ... Siamo Soli ?

Postato da: elgatobo a 16:54 | link | commenti (7)

mercoledì, 12 marzo 2008
Numero Novantaquattro

Ok il mio post precedente era alquanto stupido, nonchè alquanto politicamente scorretto. Intanto grazie a Zu che ha commentato in maniera mirabilmente semplice ad una domanda futile e mal argomentata. Ma notavo che evidentemente l'ultimo post è il nostro biglietto da visita, chi per caso ci incrocia per prima cosa vede quello. Dunque come esistono libri che insegnano a scrivere CV attraenti dovremmo prestare molta cura ad avere sempre un bel "ultimo post". Sempre che lo scopo sia colpire, risvegliare un interesse. Certo quello ci sta dietro resta fondamentale, ma prima occorre catturare l'attenzione. Mi chiedo se hanno anche questo scopo le foto soft hard che riempono dei blog anche carini di fanciulle anche interessanti. Ma più probabilmente sono semplice espressione di apprezzamento per quelle foto. Di certo però lanciano ovvie esche, del tutto legittime peraltro.
Forse il punto più banalmente risiede nella capacità di comunicazione immediata della homepage del blog, come dei siti commerciali e non, come dei vestiti che indossiamo e del CV che produciamo. Che deve essere istantanea e largamente non verbale, indubbiamente gli studiosi di psicologia della pubblicità ne conosceranno ogni risvolto. Mi dicono che le ultime 6 righe già mi stanno danneggiando l'immagine, sto scivolando nel noioso, poi non si capisce dove voglio arrivare, addominali e culi nudi van bene, la sconclusionatezza no ...

Postato da: elgatobo a 06:45 | link | commenti (4)

giovedì, 28 febbraio 2008
Numero Cinquanta

Invece questa mattina ho visto alla fermata del 20 una fanciulla (insomma, avrà avuto trent'anni) che un maschio medio avrebbe immediatamente categorizzata come "gran faccia da pompini" o più correttamente "belle labbra e sguardo sensuale". Dopo aver chiesto venia per il pensiero maschilista, mi è sovvenuta una riflessione, ovvero che la fanciulla stessa invitata ad uscire da maschi medi si sarà verosimilmente trovata spesso ad essere invitata a dar prova delle proprie possibili attitudini. Cioè alla terza uscita mi sa che prenderei la testa della fanciulla e la guiderei tra le mie gambe. Pertanto la stessa avrà sviluppato la convinzione che gli uomini sono particolarmente inclini a tale pratica (ma va!) e che il loro apprezzamento ne resta condizionato. E quindi dovrà assoggettarsi a comportarsi di conseguenza, prescindendo dalla sua inclinazione. Insomma, per rifarmi all'antico adagio, di certo l'abito non fa il monaco; ma forse a forza di indossare il saio un po' monaco si diventa.

Postato da: elgatobo a 12:35 | link | commenti (2)